1. La ricerca del toro

 

Nel pascolo di questo mondo, mi apro senza posa un varco tra l’erba alta in cerca del toro. Seguendo fiumi senza nome, perduto lungo l’intreccio dei sentieri di lontane montagne, Languenti le mie forze, spenta la mia vitalità, non riesco a trovare il toro. Odo soltanto, per tutta la foresta, frinire di notte le locuste.

Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c’è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo.

 

Nella confusione dei sensi io perdo persino le mie tracce. Lontano da casa, vedo molte strade che si incrociano, ma quale sia quella giusta non lo so. Bramosia e paura, bene e male, mi avviluppano.

I DIECI TORI ZEN DI KAKUAN

 

I Tori Zen sono 10 disegni che spiegano la vita e la liberazione, dalle       trappole della vita, cioè le catene del pensiero che sono 5:

 

"Giusta conoscenza, Falsa sapienza, Immaginazione, Sonno e Memoria."

La memoria influenza il sonno che influenza l'immaginazione.

l'immaginazione crea la falsa sapienza e la giusta conoscenza

Il discernimento tra falsa sapienza e giusta conoscenza

è tanto inutile quanto necessario.

 

 

 

Analisi dell’immagine, poesia e prosa.

 

La persona cerca ma non sa neanche cosa cercare, il corpo va da una parte la testa da un’altra, sente un impulso alla ricerca ma non sa di cosa. 

Il toro non è mai stato perduto. Che bisogno c’è di cercarlo? Soltanto la separazione dalla mia vera natura mi impedisce di trovarlo.

 

Il toro, è già dentro di noi. Se lo cerchi vuol dire che ti sei perso nella logica della separazione che ti spinge a seguire una strada, ma il cercare una strada vuol dire entrare nella dimensione dell'ego, quella strumentale ed è facile finire nello sconforto quando si cerca di aggrapparsi all'impermanenza delle cose cercando di renderle permanenti.

L'ego crea e controlla la mente, se si vuole controllare la mente si deve controllare e ridurre l'ego dato che genera pensieri, più si alimenta l'ego più pensieri si hanno, ed i pensieri producono stress e stanchezza.

L'ego non esiste per cui la mente e creata da qualcosa che non esiste è solo un'illusione che emerge dal vortice dei pensieri, è pura apparenza, è come il cerchio di fuoco che si ottiene facendo roteare una corda con l'estremità infuocata, di notte, per creare l'illusione, ma così come si ferma il braccio il cerchio di fuoco sparisce, lo stesso accade quando si ferma il vortice dei pensieri, l'ego scompare... e la mente pure.

I pensieri vanno e vengono ma non esiste nessun ego perché non ha sostanza e svanisce facilmente, lasciando la persona in confusione.

Solo nell'oggettività non esiste l'illusione.

Nel disegno del primo toro c'è l'omino con il corpo che va da una parte e la testa dall'altra, il che significa che cerca ma non sa neanche cosa cercare, segue solo un impulso.

I toro è simbolo di forza e vitalità, è l'energia dinamica che ti fa agire.

Il mandriano si trova disorientato tra l'erba alta che impedisce di vedere le tracce del toro, ....l'erba alta rappresenta i desideri e le compulsioni mentali.

 

I sensi confondono il mandriano infatti perde le persino le sue tracce, vede molte strade che si incrociano ma quale sia la strada giusta non lo sa,... cioè si perde tra gli scopi e le proiezioni future, e questo accade perché ad un pensiero segue un altro pensiero così come ad un desiderio segue un altro desiderio cercando così di raggiungere invano un orizzonte che si sposta di continuo.

 

Se una volta segui uno scopo ed un'altra lo scopo opposto avrai una massa mentale che ti crea confusione, le forze vengono meno così come la vitalità .......che verrà assorbita da una falsa personalità.

 

"La strada giusta è quella del mantenimento della personalità fondamentale in essere, nella sua posizione nello spazio."

 Beingness o Condizione di Essere.

I sensi confondono e ti proiettano nella dualità e nell'assunzione della doppia personalità: ..della vittima e del carnefice, del bene e del male.  

la separazione dalla tua vera natura avviene con la creazione dell'ego che frammenta tutto, ti confonde, ti impedisce di trovare il toro,... "nella confusione dei sensi perdo persino le mie tracce".. perché i sensi ti proiettano verso l'esterno nella dimensione dell'illusione.

 

.... Attraverso la meditazione della chiusura delle porte.... potrai scoprire che in fondo la verità non è nella mente ma nel vuoto che la contiene.

 

Quando il pensiero scompare la verità appare.

La mente vuota è la mente dove il pensiero fluisce liberamente....

....mente vuota cuore pieno... di gioia di beatitudine.

L'amore, l'amicizia, l’ammirazione e la bellezza interiore,

sono le fondamenta dei buoni rapporti umani, perché: 

"mille saggi nel nostro giardino non ci conoscono."

I Tori Zen in origine erano otto come proposti dalla tradizione Taoista della liberazione. Poi il maestro cinese Kakuan  li ridipinse aggiungendo altre due icone, quella del nono e quella del decimo Toro.

Il percorso della ricerca del toro inizia con "Il toro non è mai stato perduto", perché la consapevolezza che tu sei la causa della tua condizione è con te.

Il percorso originale con le 8 icone originali del Toro era già perfetto, per raggiungere lo Zen, per uscire dalla caverna di Platone, ma con il nono e il decimo toro Kakuan vuole mostrare qual'è la giusta via per ritornarci in sicurezza, cosa raggiungibile solo al raggiungimento del decimo toro.

Per quale motivo è importante oltrepassare l'ottavo Toro ed arrivare al decimo? Perché tale percorso ti dà la forza vitale, la consapevolezza e l'energia necessaria per affrontare la sofferenza altrui.

Quando Kakuan ridipinse nuovamente i tori zen, portandoli da 8 a 10, aggiunse vicino ad ogni disegno dei brevi versi, prima in prosa e poi in poesia, per riuscire a comunicare nel miglior modo possibile, la via della liberazione, rispettando la tradizione Zen, che prevede l'uso di poche parole per esprimere grandi concetti.

Il primo approccio è visivo, l'immagine nel cerchio, perché le immagini sono connesse con la memoria.

La mente riporta il passato nel presente, attraverso immagini mentali, e questo fenomeno è possibile notarlo anche in relazione ai sogni, infatti, quello che più ci rimane impresso nella mente al momento del risveglio di ciò che abbiamo sognato durante la notte sono le immagini mentali, mentre le frasi contenute nel sogno hanno solitamente effetto solo nel momento in cui le viviamo all'interno di esso, ma una volta svegli difficilmente ci ricordiamo del loro significato verbale.

Il linguaggio dell'inconscio: è il linguaggio delle immagini.  

 

Kakuan per una piena comprensione dell’insegnamento scrisse 10 poesie, da usare come secondo codice di comunicazione perché la poesia come sensazioni sta a metà strada tra l'inconscio e la sfera cosciente, per ultimo la prosa, il linguaggio logico che normalmente si usa per spiegare le cose.

Bramosia e paura, bene e male, mi avviluppano.

​Scisso, la tua testa guarda da una parte il tuo corpo dall'altra in questo intreccio di vie dove solo una è giusta ma non sai distinguere quale, nella bramosia sei circondato da questo vortice, perché sei nella piena dualità, e si parla di bene e male ... perché hai paura di sbagliare .

 

Dove c'è dualità c'è frammentazione, e dove c'è frammentazione non ci può essere la realizzazione della propria vera natura che è uno, il cerchio vuoto dello Zen dove non può esserci scissione e quindi non può esserci sofferenza.  

 

Il simbolo dell’Amofilia è composto da:

 

Lettera Phi (Φ; φ o ϕ) è la ventunesima lettera dell'alfabeto greco. simbolo della sezione aurea, le sue proprietà geometriche e matematiche e la frequente riproposizione in svariati contesti naturali e culturali, apparentemente non collegati tra loro, hanno suscitato per secoli nella mente dell'uomo la conferma dell'esistenza di un rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra Dio e l'uomo, l'universo e la natura: un rapporto tra il tutto e la parte, tra la parte più grande e quella più piccola che si ripete all'infinito attraverso infinite suddivisioni

 

 

Cuore Giallo:  perché l’amicizia e l’amore si fondono in un sole a forma di cuore che illumina e irradia calore. Un sole interiore che può solo emanare amore quando non viene oscurato dalle nuvole nere del pensiero.